Storytelling: illuminare da dietro

In fotografia, come nel cinema, la storia che viene raccontata è dettata principalmente dalla luce usata per illuminare la scena. In questo articolo ti guiderò attraverso un esempio alla scoperta di come una singola foto possa essere emblematica per il tuo stile e per la tua capacità di storyteller.

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Il soggetto principale della foto sono i pezzi del domino che cadono, spinti da un dito. La storia che viene raccontata è quindi abbastanza ovvia e riguarda il principio di causa effetto. Chiaramente il solo soggetto sarebbe in grado di mettere sul piatto il tema ma non l’emozione. Un messaggio del genere è di maggiore effetto se si riesce a creare un certo livello di teatralità e drammaticità. Alcune delle cose che richiamano tali emozioni sono i forti contrasti e le ombre che costringono l’osservatore a entrare nella foto. Una tecnica molto comune per realizzare questo tipo di effetto è illuminare da dietro. Infatti la luce che colpisce il soggetto dalla sua parte posteriore ne andrà a definire i contorni creando uno stacco netto dallo sfondo e andrà a dare quel contrasto molto forte. Il fatto di non avere una luce di riempimento lascerà l’osservatore in uno stato emozionale più avvolto dal mistero e dal fascino di un luogo oscuro.

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I colori caldi, generati dal bilanciamento del bianco spostato verso una temperatura più gialla e dal tappeto verde ben illuminato, vanno ad aumentare il senso di familiarità che l’osservatore percepirà guardando l’immagine. Infine, per fermare l’immagine e portare quindi chi guarda a fermarsi in quel preciso istante a “leggere” la riflessione implicita nel messaggio visivo, basterà usare un lampo di un flash che sarà in grado di congelare il movimento sia del dito che dei tasselli, evitando che siano visibili “fantasmi” o effetti di movimento.

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