QuickTips: Photoshop sta uccidendo il tuo business!

Titolo un po’ sensazionalistico, no? Non me ne voglia Adobe, ma la mia è solo una provocazione. In questo brevissimo articolo voglio invitare a una riflessione sul proprio workflow. Photoshop, o meglio la post-produzione, è sicuramente una fase importantissima nel lavoro quotidiano di un fotografo, tuttavia è importante capire che il fotografo non svolge un’attività diversa da un qualsiasi altro professionista ed è quindi importante che non sprechi tempo.

Sicuramente molti si entusiasmano nel lavorare su singole foto su Photoshop per tirare fuori il meglio, ma il tempo speso su ogni foto per la post-produzione è un costo che va a ridurre il margine sul lavoro svolto.

Quante volte ti è capitato di dire “vabbé, tanto poi lo sistemo in post”? Questo può andar bene quando si fanno pochi scatti, ma se alla fine della giornata si hanno 2000 foto da produrre per una serie di clienti, quel minuto in più per poter togliere, per esempio, il pezzetto di finestra che hai lasciato nell’inquadratura o a sistemare la sbavatura del rossetto, corrisponde a diverse ore in più di lavoro che avresti potuto dedicare a trovare altri clienti, a studiare o semplicemente a riposarti. Non era forse meglio inquadrare bene sin dall’inizio e spendere un pezzetto del budget (sicuramente minore delle ore di lavoro aggiuntive necessarie) per una make up artist che avrebbe fatto un trucco senza sbavature?

Insomma, Photoshop è uno strumento fondamentale e potentissimo, ma è altrettanto importante che entri nel flusso di lavoro solo quando è strettamente necessario e che non sia parte integrante dell’elaborazione di ogni singolo scatto, anche quando basterebbe lo sviluppo (ripetibile e automatizzabile) in Lightroom o simili.

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