QuickTips: Mup. Cos’è e a che serve

MUpGuardando tra le varie modalità di scatto della fotocamera reflex digitali, è possibile trovare la modalità chiamata “MUp”. Si tratta di un acronimo per “Mirror Up”. Questa modalità può essere attivata usando direttamente la ghiera nei modelli più avanzati, oppure cercando nei vari menu delle impostazioni. Ovviamente l”attivazione di questa modalità cambia tra un modello di fotocamera e un altro, tuttavia il suo funzionamento è piuttosto semplice e abbastanza simile in tutte quante.

Utilizzando la modalità “MUp”, stiamo dicendo alla fotocamera di scattare in due fasi. La prima pressione del tasto di scatto farà alzare lo specchio (quello che ci permette di osservare l’immagine attraverso l’obiettivo e che distingue una reflex da tutte le altre macchine fotografiche), mentre una seconda pressione farà iniziare l’esposizione. Normalmente una sola pressione fa entrambe le cose: si alza lo specchio e si imprime l’immagine nel sensore. A cosa serve questa modalità?

La modalità di scatto “MUp” è utilissima in almeno due contesti:

  • Fotografare ad alta velocità
  • Fotografare su un supporto statico come un treppiedi

Infatti, quando si effettua uno scatto in modalità di scatto normale, il movimento dello specchio può causare delle leggerissime vibrazioni che il sensore è comunque in grado di percepire. Inoltre la fotocamera dovrà attendere che lo specchio sia alzato prima di poter cominciare a catturare la luce. Diventa quindi facile intuire che se si vuole fare fotografia ad alta velocità, per esempio “congelare” il momento in cui esplode un palloncino o si rompe un bicchiere in caduta libera, è necessario che il tempo che intercorre dal momento dello scatto all’effettiva esposizione sia minimo. Usare la modalità “MUp” riduce drasticamente i millisecondi che separano la pressione del pulsante dallo scatto effettivo.

Nel secondo contesto, invece, soprattutto per le lunghe esposizioni, l’assestamento delle vibrazioni prodotte dal movimento dello specchio può richiedere qualche attimo. Se si inizia a scattare subito, i sensori particolarmente sensibili potrebbero registrare un micromosso poco visibile a occhio nudo, ma perfettamente identificabile quando si analizza l’immagine alla dimensione pari al 100%.

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