Quick Tips: Riconoscere un filtro polarizzatore di qualità

Polarizzatore "aperto"Il filtro polarizzatore è uno dei pochi filtri il cui effetto non può essere facilmente riprodotto con un software di fotoritocco. La maggior parte delle persone usa il filtro polarizzatore senza neppure conoscerne tutte le potenzialità. In genere si pensa che questo tipo di filtro serva solo per far spuntare il cielo più blu ed eliminare qualche riflesso. In realtà lo scopo di un filtro polarizzatore è uno solo: filtrare, a vari livelli, la luce polarizzata, evitando che questa colpisca il sensore (o la pellicola). Il fatto che i colori possano risultare più saturi e la definizione e il contrasto maggiori, non è dovuto alla qualità della lente, ma al fatto che nell’immagine finale il sensore sarà stato schermato dalla luce polarizzata che crea “rumore” diminuendo la qualità dell’informazione e quindi della foto. Per fare un esempio molto semplice, se si fotografa un paesaggio di montagna, con alberi, cespugli e tanti altri elementi, la stessa aria che vi separa dal soggetto, creerà una serie di riflessioni e rifrazioni che daranno quell’effetto di nebbiolina biancastra sulla foto. Come gli occhiali da sole polarizzati, il filtro serve a bloccare quel particolare tipo di luce, permettendo quindi a quella che si vuole realmente fotografare di colpire in maniera pulita il sensore.

Qualche esempio di cose che non possono essere fatte in post-produzione su foto scattate senza un polarizzatore: provate a scattare, con e senza un polarizzatore, una fotografia di una persona attraverso un finestrino di una macchina, oppure provate a immortalare un giardino bagnato dalla rugiada all’alba. Se osservate le differenze, noterete che la luce polarizzata ha sicuramente rimosso delle informazioni che andrebbero letteralmente ricostruite per poterne simulare l’effetto.

Esistono tanti tipi e qualità di polarizzatori. Tra i migliori si possono sicuramente segnalare, per esempio, quelli Hoya, nota marca di filtri professionali, tuttavia ne esistono anche di decenti a prezzi anche molto bassi. Come si fa a capire che un polarizzatore ha una qualità sufficiente? Tendenzialmente io guarderei due cose:

  • Stessa foto a parità di impostazioni e soggetto neutro (per cui quindi il filtro non modifica molto) per controllare che non ci sia eccesso di sfumatura nei colori, che non aggiunga eccessiva morbidezza ai contorni e che non alteri in maniera distorta i colori o le forme. Questa parte dipende dalla qualità del vetro con cui è costruito
  • Capacità di bloccare la luce polarizzata. Se riesce a filtrarla quasi al 100% è ottimo. Normalmente è molto difficile che un polarizzatore anche particolarmente costoso  riesca a filtrare il 100% ma in sostanza più è in grado di filtrare, migliore risulterà il filtro. Per rendersi conto rapidamente di quanto riesca a filtrare, è sufficiente porre il filtro davanti a un monitor (anche un lcd va benissimo), posizionato nel verso in cui sarebbe utilizzato sulla fotocamera (quindi con la parte che va avvitata all’obbiettivo rivolta verso l’occhio, il quale rappresenterà la fotocamera, e la parte che ruota rivolta verso il monitor). A questo punto sarà sufficiente far ruotare il filtro su se stesso (come se lo avvitassimo sull’obiettivo)  trovando il punto di minimo e massimo filtro. Se esiste un punto della rotazione in cui non riuscite a vedere cosa ci sia sul monitor, allora avrete un bel 100%. Viceversa, tanto più scuro risulterà, tanto migliore sarà la sua capacità di bloccare la luce polarizzata.

Polarizzatore "chiuso"

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