PS Touch (Android): 5 motivi per cui non è la migliore

Adobe Photoshop è da sempre lo standard di riferimento per i fotografi e i grafici professionisti… almeno su personal computer (e a chi aggiunge “anche su Mac”, ricordo che anche quello è un personal computer). Con l’avvento degli smartphone e soprattuto dei tablet, la grande multinazionale che ha fatto fortuna con grafica e publishing ha dovuto adattarsi a un nuovo mercato. Nonostante si tratti di una grande potenza del settore, devo ahimé dire che hanno fatto ad oggi un tremendo flop (dal punto di vista funzionale).

Sia chiaro, stiamo parlando di una app che costa 7,99€ e che si attesta sopra i 100.000 download alla scrittura di questo post (cioè un totale di meno di 500.000 € se ci togliamo la percentuale che trattiene Google e le tasse). Se si considera che Adobe fattura ogni anno cifre che di zeri ne hanno almeno 9, si può dire che si tratti di un vero e proprio flop. Mi chiedo se il marketing e gli ingegneri della Adobe si siano chiesti il perché o se semplicemente abbiano deciso di fare un “esperimento” e che a seguito del fallimento lo abbiano solo parcheggiato.

Io sono uno di quei 100.000 che ha deciso di comprarla (salvo poi restarne estremamente deluso). Il mio strumento principe per l’editing delle fotografie è Snapseed di Google, o almeno lo è stato fino a prima dell’aggiornamento alla versione 2 che adesso non funziona più sui miei dispositivi (e si spera che Google risolva presto). Questo piccolo problema con la mia app preferita mi ha costretto a tornare a usare PS Touch (non avevo voglia di cercare cloni di Snapseed e in più… diamine l’ho pagata quasi 8€ almeno la uso un po’). In questi giorni ho però rivolto diversi insulti verso gli sviluppatori di questa versione minimal del capolavoro ingegneristico che è la versione desktop. Mi verrebbe da dire che la versione mobile sia un insulto al lavoro svolto finora… ma mi tratterrò da tali estremi giudizi (e spererò in aggiornamenti più sensati).

Mi sono preso la briga di analizzare questa applicazione dal mio umile punto di vista. Io scatto ma soprattutto elaboro fotografie dallo smartphone sia per semplice condivisione sui social network che per inviarle rapidamente alla redazione o a chi collabora con me per shooting e servizi vari. Pertanto le mie necessità sono molto simili a quelle che avrebbe un professionista in generale ma non escludono ciò che un “utente normale” (forse meglio dire “casuale”) potrebbe avere.

Da questa situazione e da questi presupposti è nata quindi la mia TOP 5 delle motivazioni per cui questa app non regge il confronto con quasi tutte le altre app di editing di foto:

1) Gli strumenti principali sono anche i meno utili: l’applicazione fornisce come strumenti principali (cioè immediatamente raggiungibili), pennelli e strumenti di gestione dei livelli. Su uno smartphone l’utente raramente utilizzerà questi strumenti e lo farà ancora meno un fotografo che ha bisogno di poche e veloci regolazioni con cui salvare una fotografia. Io non li ho mai usati, tranne che per aggiungere un watermark ad alcune foto. Si è vero, gestire livelli e trasparenze dei PNG è una cosa potentissima, ma serve davvero così tanto su di uno smartphone con uno schermo di 5 pollici o meno? Ma anche ammettendo che sia una caratteristica importantissima e usatissima… è davvero necessario mantenere l’esperienza utente così simile a quella desktop? La mia opinione è no, in quanto per poter gestire i livelli, trascinarli e modificarli tra di loro sono necessari troppi “tap” su pulsanti e griglie spesso difficili da gestire.

2) Servono troppi “tap” in generale: su questo tema faccio un esempio banalissimo che confronta la versione ancora funzionante di Snapseed con PS Touch. Per modificare e salvare una foto in Snapseed devo fare i seguenti passi:

  • Dalla galleria posso usare la funzione “share” nativa per inviare la foto all’applicazione, oppure dalla schermata iniziale posso aprire una foto direttamente dalla galleria
  • Effettuo le mie modifiche (non includo la differenza nel numero di “tap” legati all’editing)
  • Tocco il tasto “salva”. Finito

Su PS Touch devo:

  • Aprire l’applicazione (non è possibile utilizzare la funzione “share” nativa per inviare la foto all’applicazione e trovarsela pronta da editare)
  • Effettuo le mie modifiche (esattamente come sopra)
  • Salvo il progetto
  • Do un nome al progetto
  • Premo un pulsante in basso che indica la mia volontà di salvare uno o più progetti nella galleria
  • Seleziono il progetto che voglio salvare
  • Premo su salva. Finito

Si nota qualche differenza? Ora, l’utente casuale non si troverà mai bene con questa serie di passaggi “inutili” in più. Ma anche il fotoreporter che si trova a un evento e deve mandare rapidamente una foto su Twitter e vuole rapidamente fare una foto dell’entrata della “top model” madrina della serata (possibilmente prima che lo faccia la concorrenza), lancerà insulti pensanti verso chi ha pensato questo flusso di lavoro.

3) I filtri sono banali: ok, va bene, Photoshop ha inventato i filtri ma chi ha sviluppato questa app si è reso conto che siamo nel 2015 e che ci sono milioni di app che hanno miliardi di filtri meglio realizzati e con più opzioni per gestirli? Instagram, Snapseed, CameraFX, etc… tutte migliori di PS Touch… e tutte gratis.

4) L’esperienza di editing è complessa e poco intuitiva o agevole: sfiderei chiunque a ritagliare o ruotare un’immagine con Snapseed e rifarlo dopo con Photoshop. Se su PS Touch volessi raddrizzare un’orizzonte venuto un po’ storto, non ho a disposizione nemmeno la griglia in sovrapposizione quando tento di ruotare la foto… ah dimenticavo… siete già riusciti a trovare la funzionalità per ruotare la foto? Beh, se la risposta è no ve lo dico io: la si può raggiungere con due strumenti diversi, da due menù diversi e si gestisce usando un’iconcina che appare sulla destra di un rettangolo di ritaglio o trasformazione della foto… peccato che se non fate “zoom out” di tutto il canvas (l’area di lavoro) questa icona è fuori dallo schermo. Snapseed? Due click… fatto… e ci sono anche la griglia per verificare l’angolo di rotazione, l’inserimento manuale dell’angolo di rotazione, la rotazione automatica e la ricostruzione intelligente dei bordi “mancanti”. Ok, su photoshop touch c’è la funzione “altera”, molto simile a quella desktop… e in fondo chi non si diverte a “warpare” un po’ le foto prima di mandarle in giro sui social network…

5) L’immensità di funzioni (spesso inutili per il contesto in cui si trova l’applicazione) la rende lenta e avida di memoria: ciò significa che se non si possiedono smartphone decenti ci si può scordare di fare anche le più banali operazioni, cosa che invece non accade in moltissime applicazioni gratuite concorrenti.

Bonus) Costa 7.99€: beh questa basterebbe da sola. Perché devo pagare per un’applicazione che ha più o meno due o tre funzionalità in più di altre gratuite come Snapseed e per di più non sono nemmeno tanto utili?

In conclusione, mi sento di dire che non è un’app malvagia… è che la disegnano così. Insomma, avrebbe tutte le potenzialità per essere davvero la migliore app di editing di immagini su dispositivi mobili, tuttavia è veramente improbabile che la si utilizzi in tutti quei contesti che necessitano di rapidità e fluidità del flusso di lavoro. Ovviamente se si ha tempo, pazienza e si è abituati a lavorare in maniera complessa allora è il meglio… ma a quel punto perché non usare semplicemente un computer portatile anziché un tablet o peggio uno smartphone? Quindi mi riservo di dimenticare i miei (scherzosi) insulti nei confronti di questa app nel momento in cui, a tutto ciò che è disponibile oggi, verrà aggiunta anche una modalità d’utilizzo più intuitiva e veloce: leggasi, se voglio fare editing avanzato uso tutte le funzionalità strafighe, ma se voglio solo ritagliare e ridimensionare una foto al volo… non fatemi fare ventidue click…

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