PhotoBattle: Fotocamere compatte Vs. Smartphone

Smartphone CameraNell’era dei social network e del digitale, la fotografia ha assunto un ruolo quasi predominante su tutte le altre forme di comunicazione. Alcuni usano la fotografia per chiedere opinioni su un vestito che vogliono comprare, altri per condividere un pensiero, altri ancora per crogiolarsi dei like ottenuti come complimenti per la bella foto. Ovviamente non mancano quelli che desiderano semplicemente condividere dei bei ricordi o fare delle belle foto da far vedere agli amici. Un tempo ci si sarebbe visti di fronte a una tazza di thé in salotto, sfogliando un album, adesso lo si può fare diversamente. Al di là delle questioni sociali, è fuori di dubbio che oggi la stragrande maggioranza delle persone ha (o vorrebbe avere) sempre con sé un dispositivo digitale con cui scattare istantanee di qualunque cosa… meglio se possibile condividere subito.

Dati questi presupposti, sorge spontaneo chiedersi quali siano i mezzi migliori. Proprio su questo tema, apro le PhotoBattle, in cui cercherò di confrontare dispositivi che sembrano essere destinati ad affrontarsi in una battaglia che ne vedrà sicuramente uno sconfitto (anche se magari non sarà sempre così). La prima battaglia è quella tra gli smartphone, dispositivi che per la loro natura abbiamo sempre con noi e che negli anni hanno cominciato a raggiungere dei livelli impressionanti qualitativi relativi alla fotografia, e le fotocamere compatte (punta e scatta) piccole, veloci e maneggevoli.

Un dato di fatto è che questi dispositivi sono la principale ragione per cui la fotografia è oggi molto più accessibile (che non vuol dire facile). Una regola che vale a prescindere dal vincitore, ad oggi continua a essere più o meno valida la regola che più si paga più si ottiene. In ogni caso, prima di analizzare le differenze, iniziamo con l’elencare le caratteristiche comuni e i requisiti dei due tipi di dispositivi: per un fotografo “casual” come ormai la maggior parte delle persone, sono importanti la maneggevolezza, la semplicità d’uso, la connettività e la qualità minima per visualizzare le immagini su smartphone, tablet e schermi del pc.

Passiamo a un’analisi più approfondita:

Maneggevolezza e disponibilità

Uno smartphone è normalmente non più grande di 5 pollici (poi si passa ai phablet o ai tablet), è molto sottile e leggero ed è pensato per essere portato sempre in tasca o in una borsa. Di solito è molto veloce da preparare per una foto anche se solo alcuni modelli permettono di utilizzare dei tasti dedicati esterni che rendono molto più comoda l’impugnatura e lo scatto stesso. Lo smartphone ovviamente ci accompagna quasi sempre e quindi è praticamente sempre disponibile.

Una fotocamera compatta ha delle dimensioni che possono variare da formati estremamente piccoli, come un portachiave, ad alcuni centimetri di spessore e una larghezza che può superare quella di uno smartphone. La fotocamera compatta è comunque pensata per essere tenuta in tasca anche se di norma è più opportuno proteggerla in una custodia e tenerla in una borsa o legata alla cintura. Questo la rende ovviamente più scomoda da portare sempre con sé, soprattutto nelle occasioni in cui non si ha una cintura o non si vuole portare una borsa.

1 a 0 per gli smartphone in questo caso.

Autonomia

Gli smartphone più longevi in termini di batteria, a seguito di un uso intensivo (supponiamo che si faccia un’escursione in cui si fanno un po’ di foto e le si condividono su un social network) riescono a durare circa una giornata. Nella media, se si fanno tante foto e si usa molto la rete GSM, uno smartphone può abbandonarci anche dopo poche ore. La maggior parte degli smartphone (ormai praticamente tutti a parte i dispositivi Apple) ha comunque un attacco standard per ricaricarli e in un gruppo di persone c’è quasi sempre l’amico che ha il cavetto per farci ricaricare la batteria.

Le compatte hanno delle batterie che hanno più o meno la stessa capacità di quelle dei migliori smartphone, tuttavia hanno un consumo di gran lunga più limitato e vengono tenute spente per la maggior parte del tempo (di solito le si accendono solo al momento di fare la foto). Supponendo comunque una giornata in cui si usi molto il display per far visionare i propri capolavori agli amici, una compatta può durare, a seconda del modello, da un paio di giorni d’uso intensivo fino a una decina di giorni. Ancora molte fotocamere hanno cavi proprietari o meno reperibili del classico USB degli smartphone quindi, a meno di averci pensato prima, sarà spesso difficile trovare qualcuno che ne abbia uno da prestare nel caso in cui ci trovassimo con la batteria a terra.

Data la maggiore facilità di ricaricare il cellulare, in questo caso considererei un pareggio. Andiamo quindi sul 2 a 1.

Funzionalità di base e semplicità d’uso

Gli smartphone sono dotati di applicazioni di base che permettono di fare scatti in maniera semplice: si fa “tap” sull’applicazione preferita per la fotocamera, si “tappa” sul punto di messa a fuoco e infine si fa un ultimo “tap” sul pulsante di scatto. Lo smartphone ha tutti gli stessi sensori e meccanismi di una fotocamera compatta, quindi calcolerà automaticamente le ISO, velocità e apertura e tutti i vari parametri in base alle caratteristiche dell’hardware a disposizione dello smartphone. Abbastanza facile anche se, essendo lo smartphone un dispositivo dedicato anche ad altro, non è detto che il numero di passi da svolgere e la loro intuitività per raggiungere la fotocamera e fare lo scatto che ci interessa siano così pochi e quindi si potrebbe perdere qualche secondo in più.

La fotocamera compatta è studiate (nella maggior parte dei casi) per permetterci di fare molto rapidamente una foto. Un click per accendere, un click (con il mezzo click iniziale per mettere a fuoco) per scattare. Da questo punto di vista, essendo la fotocamera pensata per fare solo una cosa (le foto istantanee), non c’è molto paragone. In ogni caso parliamo di pochissima differenza, soprattutto se consideriamo che esistono smartphone che sono molto attenti a questi dettagli e che rasentano il livello di semplicità delle fotocamere. Quello che da ancora una marcia in più alle fotocamere compatte rispetto agli smartphone sono i controlli aggiuntivi fatti con rotelle e pulsanti dedicati che permettono di cambiare al volo impostazioni veloci come la modalità scena, la sensibilità, il modo flash e quant’altro senza dover navigare nello schermo dello smartphone. A proposito anche del flash, ovviamente le macchine fotografiche hanno maggiore facilità nel montare dei flash che siano molto più potenti di quelli di uno smartphone.

Con questa vittoria, le fotocamere pareggiano il conto: 2 a 2.

Fotoritocco e funzionalità avanzate

Mille e più applicazioni, incluse quelle professionali come Photoshop, sono ormai approdate sugli smartphone per fornire un controllo quasi completo sulle immagini scattate. Con uno smartphone è possibile applicare filtri in maniera semplice o regolare tutti i parametri come si farebbe su un pc, aumentando o diminuendo luminosittà, contrasto, curve, etc. Questo è fondamentale per sviluppare le immagini quasi come si farebbe in un workflow da vero professionista (ovviamente dipende dal livello di competenza di chi li usa). Le applicazioni che controllano la fotocamera dello smartphone sono anche in grado di gestire le modalità scena automatica e altre caratteristiche avanzate come HDR e time-laps. Rimangono comunque ancora molto limitati i controlli relativi alla gestione di parametri fondamentali come velocità, apertura, sensibilità e così via, più per motivi di hardware che di software.

Sebbene esistano alcuni modelli di fotocamera che montano Android e che quindi avrebbero esattamente le stesse potenzialità di uno smartphone, più in generale, le compatte usano dei sistemi operativi proprietari che limitano moltissimo le funzionalità avanzate e il fotoritocco “on camera” disponibile. Sicuramente sono disponibili scene avanzate ed è molto più facile prendere il controllo dell’immagine modificando quei parametri di base che sono limitati negli smartphone. In generale la possibilità di modificare le immagini in maniera avanzata è uno dei punti di maggior forza da parte degli smartphone rispetto alle fotocamere compatte e che ne ha ridotto drasticamente l’utilizzo per la “casual photography”.

Ancora un punto per gli smartphone: 3 a 2.

Connettività e condivisione

Altro punto di forza assoluta degli smartphone è la connettività e la capacità di condividere subito le immagini scattate. Questo è risultato fondamentale nella scelta della maggior parte dei fotografatori seriali da social network in quanto soddisfaceva il requisito fondamentale, cioè poter mandare subito online la foto a prescindere da qualità e risultato. Infatti, anche ben prima che gli smartphone raggiungessero una qualità simile a quella delle compatte, in tantissimi avevano già posato la compattina in una scatola, pronta per essere riesumata solo in occasioni speciali.

Da questo punto di vista, ormai tantissime compatte, proprio per cercare di recuperare terreno sugli smartphone, hanno il wifi integrato e delle applicazioni per condividere direttamente sui social network. Tuttavia non sono ancora abbastanza da permettere a questa categoria di pareggiare il conto con gli smartphone. Certo, bisognerebbe considerare che schede SD come EyeFi o Transcend WiFi, permettono di trasformare anche una fotocamera vecchissima in un dispositivo wifi in grado di connettersi, tuttavia questa modalità richiede sempre uno smartphone o un tablet per essere usata.

Si allunga quindi il distacco: smartphone 4, compatte 2.

Qualità ottica e versatilità

La qualità ottica e dell’immagine è il punto di maggiore sofferenza degli smartphone. Seppure ormai ci siano dispositivi anche “economici” con fotocamere da 13 megapixel, il problema è uno che rimarrà tale per un bel po’: lo spazio. Uno smartphone infatti non può montare complessi sistemi di lenti né sensori particolarmente grandi. I modelli più costosi riescono ad avere sensori retroilluminati (alcuni addirittura i CMOS) ma a parità di spesa è chiaro che una compatta “avanzata” avrebbe comunque molto di più. Sono veramente pochi, infine, i modelli di smartphone che abbiano a disposizione uno zoom ottico che è l’unico tipo di zoom che abbia senso per un vero ingrandimento dell’immagine. Inoltre le distorsioni di colore, prospettiva, vignettatura e così via sono spesso molto accentuate (un po’ meno sempre in quei modelli molto costosi). Una nota positiva è che spesso le fotocamere degli smartphone, date le loro ridotte dimensioni e la loro struttura, permettono una distanza di messa a fuoco di gran lunga inferiore alla media delle fotocamere compatte, permettendo prospettive non sempre facili con altri dispositivi.

Se si spendesse quello che costa lo smartphone con la fotocamera migliore di tutte, si potrebbe comprare una fotocamera compatta dalla qualità quasi pari a quella di una reflex entry-level. Questo la dice lunga sul divario che ancora si può riscontrare nella qualità ottica tra i due tipi di dispositivi. Sebbene in molti continuino a dire che gli smartphone siano equivalenti in termini di qualità, la cosa è vera solo per modelli di fascia veramente bassa. Non appena la cifra spesa supera i 200 euro (in entrambi i casi), le differenze diventano notevoli. Le compatte sono comunque dotate (in media) di zoom ottici, sensori più grandi e sensibili, più megapixel, sistemi di lenti più complessi che permettono una minore presenza di distorsioni e flash più potenti che possono quindi migliorare l’immagine in caso di scarsa luminosità in ambienti grandi.

Con questa vittoria, il risultato finale sarebbe di 4 a 3. Tiriamo quindi un po’ le somme.

Conclusioni

Analizzando i requisiti citati sopra, gli smartphone sembrerebbero essere i vincitori di questa battaglia. Tuttavia è ancora impossibile stabilire che questi dispositivi abbiano scalzato completamente il trono delle fotocamere compatte e che queste ultime non siano più utili in nessun caso. Tutto continua a dipendere dai risultati che si vogliono ottenere e da quanto si è disposti a spendere. In sostanza, se l’obiettivo è quello di fare delle selfie, fare qualche foto ricordo e condividere tanto con gli amici, allora probabilmente uno smartphone è più che sufficiente. Se si vuole un maggior controllo e più qualità, allora forse esistono ancora compatte che possono essere utili e abbastanza maneggevoli da essere sempre in tasca.

In realtà io penso che la cosa più corretta da fare sia quella di valutare la spesa da affrontare. Dato un budget prefissato con il quale si debbano comprare smartphone ed eventualmente fotocamera compatta (posto che lo smartphone sarà probabilmente prioritario per tutte le sue altre innumerevoli funzionalità), il problema da affrontare è: vale la pena di acquistare una fotocamera compatta da portare sempre con sé? La mia risposta è che se si spende per una fotocamera tanto quanto si spende per lo smartphone o meno, probabilmente il guadagno di qualità e l’utilizzo che ne faremmo, non giustifica l’acquisto. Sarebbe molto più intelligente spendere più soldi per uno smartphone che abbia una fotocamera migliore e comprare applicazioni avanzate di fotoritocco. Viceversa, se si dovessero spendere molti soldi, probabilmente sarebbe quasi inutile avere una compatta di altissima qualità che riesca a sovrastare tantissimo quella dello smartphone. Probabilmente in quel caso avrebbe più senso comprare una mirrorless che a parità di prezzo avrebbe sicuramente una marcia in più.

In che caso quindi comprare una fotocamera compatta? Secondo me solo se si vuole una qualità medio-alta per il formato classico di stampa 15×18 e per i social network, se si ha già uno smartphone che non si vuole cambiare e che non è qualitativamente all’altezza delle aspettative o, infine, se la fotocamera la si vuole usare molto di più di quanto non si userebbe lo smartphone, cioè se siete persone che lascerebbero tranquillamente il telefono a casa ma mai uscirebbero senza una fotocamera e che non hanno la necessità di condividere tutto e subito.

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