Paesaggi: dove piazzare l’orizzonte?

La fotografia di paesaggio può sembrare semplice e spesso vittima dell’effetto finestra. Molti si concentrano sul paesaggio in sé che può essere bellissimo e molto “facile” da incorniciare. In effetti è vero che si può essere nel posto giusto al momento giusto, ma la verità è che anche in questo genere fotografico ci sono regole geometriche e compositive che fanno la differenza tra una foto amatoriale e una professionale.
Sia chiaro, non è che non si possano fare foto belle senza conoscere le regole, ma un paesaggista non scatta foto “a caso”, bensì può arrivare a spendere ore, giorni o addirittura mesi per realizzare uno scatto preciso che racconti la storia che vuole narrare.
In ogni caso, senza voler essere un paesaggista professionista, puoi iniziare da subito a migliorare le tue foto usando due piccolissimi accorgimenti: guarda la foto in alto. Come puoi vedere è una foto molto particolare che è caratterizzata da un cielo quasi apocalittico con delle nubi morbide come zucchero filato e un cielo rosso come fosse Marte. Era un tramonto di ottobre a Milano. In questo caso si tratta di fortuna (non c’è nessun tipo di fotoritocco, i colori sono così come erano visibili a occhio nudo), ma è importante notare tre particolari regole che è bene conoscere prima di iniziare a romperle:

La prima è quella di tenere l’orizzonte dritto. Infatti è raro che in un paesaggio abbia senso avere un orizzonte storto. La seconda regola è quella delle proporzioni. L’orizzonte non andrebbe mai messo a metà poiché dividerebbe l’importanza delle due parti a metà, mentre di solito si ha una parte dominante: o il cielo o il resto. In questo caso, il cielo è l’assoluto protagonista, dunque usando la regola dei terzi, ho piazzato l’orizzonte esattamente sulla seconda linea, quindi in basso, lasciando dunque 2/3 dell’immagine al cielo e solo 1/3 alla città. Infine, la terza regola, è quella di usare la geometria per dare sia un punto di fuga che di rientro allo sguardo dell’osservatore. Infatti, se l’occhio dovesse partire dalla parte bassa dell’immagine, si troverebbe verosimilmente a seguire le linee del contrasto e dunque a passare dalle strade fino al palazzo che rimane a destra come muro per mantenere l’occhio sul cielo (seguendo la linea azzurra). Viceversa, per dare “riposo” all’osservatore, se l’occhio dovesse partire dal cielo rosso e contrastato, andrebbe a seguire un percorso che lo guiderebbe verso la città e concluderebbe l’esperienza sulla parte scura e poco contrastata in basso a sinistra. Insomma, l’idea è quella di mantenere sempre un elemento di connessione tra le due parti del paesaggio in modo da creare un percorso visivo che sia, sostanzialmente, una linea guida di interpretazione della storia nella foto.

Una cosa positiva della fotografia di paesaggio è che la si può praticare in ogni momento: basta affacciarsi dalla finestra. Allora che aspetti? Prendi la fotocamera ed esci a scattare!

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