LightPainting con il cristallo

Il light painting è una tecnica sicuramente molto affascinante e che richiede parecchia dedizione per essere applicata con successo. Il problema principale è quello di riuscire a ottenere la giusta esposizione solo nei punti desiderati senza dover spendere un’intera giornata in tentativi. Infatti, nel light painting non si può facilmente prevedere il risultato in quanto le impostazioni della fotocamera saranno fissate, per esempio 30 secondi a ISO 100 con apertura di f/16, e ciò che determinerà il risultato sarà il modo in cui si “pennellerà la luce sul soggetto.
In questo articolo proverò a dare qualche suggerimento su come ottenere foto complesse come quella di un piccolo Swarowski, il quale aggiunge un’ulteriore complessità dovuta alla natura del materiale di cui è composto.

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La bellezza di un soggetto del genere sta proprio nei colori che si sprigionano dal taglio del cristallo. Anche il suo valore economico dipende dalla sua complessità strutturale, oltre che dal marchio. Per ottenere velocemente dei risultati (ho scattato questa foto in meno di 10 minuti con soli due tentativi oltre a una verifica preliminare, quindi un totale di 3 scatti), è possibile cercare di procedere in maniera empirica per ciascuno scatto. In particolare i passi da seguire sono questi:

  1. Creare la composizione con le luci accese e fissare la fotocamera su di un supporto stabile, bloccando la messa a fuoco e tutti i parametri del triangolo dell’esposizione.
  2. Effettuare uno scatto con la luce accesa per stabilire velocemente quale sarà la “sensibilità dello scatto”. Idealmente, affinché si possa avere il giusto tempo di lavoro per dipingere con la luce, uno scatto effettuato con una luce ambientale non troppo intensa, dovrebbe risultare correttamente esposto o appena sovraesposto.
  3. A questo punto sarà sufficiente spegnere la luce e dare forma al proprio “pennello”, cioè prendere la propria torcia e usare le mani o dei fogli di cartoncino per ridurre al minimo la superficie colpita dalla lampadina. Idealmente, se la verifica al punto precedente è andata a buon fine, basterà passare la luce della lampadina velocemente e per tutta la durata dello scatto sul soggetto, solo sulle aree interessate. Il risultato sarà quasi certamente molto vicino a quello desiderato.
  4. L’ultimo passaggio, una volta verificato il risultato precedente, sarà quello di valutare gli stop in eccesso o mancanti e ricalcolare il tempo di esposizione della lampadina in maniera proporzionale. Per esempio, se ci accorgiamo che il risultato finale è sovraesposto di 1 stop (si può guardare l’istogramma), basterà dimezzare il tempo di scatto (e.g. da 30 secondi a 15 secondi). Se invece sarà sottoesposto, ma le proporzioni luminose saranno corrette, basterà alzare la sensibilità ISO e così via.

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Per realizzare queste tecniche serve veramente pochissima attrezzatura: una fotocamera con controlli manuali e una piccola torcia. Possono certamente essere utili un treppiedi, del cartoncino, un cronometro e un telecomando con durata di scatto bulb programmabile.

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