La Fotografia è arte?

Questa domanda è molto ricorrente tra le persone che in un modo o nell’altro toccano il campo dell’arte e della fotografia ed è sempre oggetto di dibattito e qualche volta anche di discussione. In molti tra i fotografi, soprattutto non professionisti, definiscono le loro istantanee come “fotografia artistica” spesso per non categorizzarle all’interno di qualcosa che le farebbe altrimenti sembrare un prodotto commerciale o qualcosa di simile. In questo post io voglio provare a dare una mia opinione sul tema che ovviamente è puramente personale ma che secondo me può aiutare alcune persone a chiarirsi le idee.

Per prima cosa voglio dare la mia risposta a questa fatidica domanda: no la fotografia non è arte, e si la fotografia può essere un mezzo per l’arte. Ne consegue che nel mio modesto parere, fare belle fotografie non fa necessariamente di un fotografo un artista. Analizzando il viceversa non si può seguire lo stesso ragionamento, cioè un artista che usa la fotografia come mezzo deve, secondo me, essere padrone della tecnica. Infatti non potrei mai accettare di chiamare artista un pittore che, seppur capace di idee stratosferiche, non sappia disegnare un volto umano (e non parlatemi di Picasso, perché quel Signor Artista sapeva ben disegnare… “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.” cit. Pablo Picasso).

Veniamo quindi all’analisi e giustificazione della mia risposta. Bisogna innanzi tutto cercare di definire, per quanto possibile, cosa possa essere l’arte. Wikipedia definisce l’arte in questo modo:

“L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e “messaggi” soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. […]”

Cosa è invece la fotografia (sempre citando l’onnisciente Wikipedia)?

“Una fotografia è una immagine ottenuta tramite un processo di registrazione permanente e statica delle emanazioni luminose di oggetti presenti nel mondo fisico, selezionate e proiettate da un sistema ottico su una superficie fotosensibile: emulsione chimica per la fotografia fotochimica, cioè quella tradizionale dalle origini ai giorni nostri, sensore elettronico per la fotografia elettronica, oggi digitale.”

Guardando alle due definizioni si possono subito notare diversi punti di contatto tra loro. In effetti apparirebbe piuttosto evidente che la fotografia può essere un mezzo con cui si possano esprimere delle forme d’arte. La verità è che l’arte è sempre stata “sporcata” o (meno drammaticamente) influenzata dalle motivazioni commerciali (e.g. i mecenate) o politiche che si servivano e si servono tuttora di mezzi estetici per indurre il pubblico ad avere una certa opinione o a fare una certa scelta. Molto raramente l’arte (come pura forma di espressione estetica) è rimasta fine a se stessa. Questo è vero soprattutto per la fotografia, nata sicuramente più come tecnologia per assolvere a dei bisogni professionali che per il gusto estetico.

Ma anziché focalizzarmi su cosa sia l’arte, vorrei focalizzarmi sul perché alcuni fotografi ci tengano molto ad autodefinirsi artisti. Nella mia esperienza ho sentito le spiegazioni più disparate che fondamentalmente servivano a nascondere mancanze nella conoscenza della tecnica o nella capacità realizzativa, pigrizia o semplicemente autocelebrazione in quanto la definizione di “arte” darebbe automaticamente del valore in più alle proprie foto. Viceversa, perché molti veri artisti o amanti dell’arte ci tengono tanto a dire che la fotografia non è assolutamente (e in nessuna forma) arte? Sempre nella mia modesta esperienza ho potuto capire che accettare la fotografia come una possibile forma d’arte minaccerebbe le altre forme d’arte (soprattutto quelle contemporanee) a causa della sua accessibilità sempre maggiore che ne causa una abnorme diffusione e che ne appiattisce il livello medio, facendo associare ai meno esperti (e alla maggior parte del mondo) comuni foto postate su un social network alla parola Arte che è storicamente stata usata per descrivere la Gioconda, il Colosseo o il David.

In che modo i fotografi cercano di dire che sono degli artisti? Tendenzialmente facendo delle foto che non hanno uno scopo commerciale e che cercano di esporre in una mostra. Chiaramente è un po’ riduttivo perché il processo creativo e artistico prevede anche lo studio di qualcosa che si vuole trasmettere sotto forma di un’immagine che abbia un impatto notevole sul pubblico. Dall’altra parte, cosa dicono gli scettici per dimostrare che la fotografia non sia arte? Una delle più comuni forme di “distruzione” del concetto di arte fotografica è la riproducibilità. Anche questa è molto riduttiva perché si sente spesso dire che il fatto che una foto possa essere duplicata (con il digitale ancora di più) la escluda automaticamente dall’arte. Questo non è assolutamente vero perché se io fossi una persona capacissima di riprodurre fedelmente l’Ultima Cena di Leonardo ma incapace di produrre qualcosa che esprima un mio pensiero, non potrei essere considerato artista. Il fatto che nei musei più importanti del mondo siano esposte delle copie assolutamente identiche agli originali di molte opere e che il publico (e i critici) non siano in grado di distinguerle ne è una prova schiacciante.

Tutto questo ovviamente è solo una fetta di quello che si dice in giro, sebbene ne riassuma molto brevemente il succo. Risulta chiaro che mai si potrà porre fine a questi dibattiti perché ci sarà sempre qualcuno che sarà pronto a prendere una parte o l’altra. La verità è che l’arte non è il mezzo che si impara a usare, per quanto difficile o poco accessibile che sia. L’arte la fa l’artista e quest’ultimo non deriva dal mezzo che usa.

Touching lightIo ci tengo a non definirmi un artista. Se mai dovessi diventarlo, sarà sicuramente la società a dirmelo, non sarò di certo io ad auto-celebrarmi e auto-proclamarmi. Al momento sono solo un appassionato di fotografia che ama studiare la tecnica e produrre immagini gradevoli, utili o divertenti. Per ricollegarmi alla mia risposta iniziale e cercare di dare un maggior senso ai paragrafi di questa analisi, voglio provare a fare un esempio con due foto realizzate in due contesti completamente differenti: una è quella in cima a questo post, l’altro è “touching lights” qui accanto. Entrambe le foto sono state scattate dallo stesso autore. La prima potrebbe definirsi anche “tecnicamente perfetta”… giusta esposizione, composizione corretta, linee guida proporzionate, colori dominanti che sottolineano il soggetto, nessuno o pochi elementi di disturbo opportunamente sfocati e messi in modo da sollevare ancora di più il protagonista della scena… che dire? Sarebbe arte solo perché la foto è piacevole e tecnicamente fatta “a regola d’arte”? Assolutamente no. La foto è stata scattata per essere immessa nel mercato del microstock dove qualcuno, dopo averla comprata, darà un’interpretazione o un senso agli oggetti che sono stati ritratti in quella foto. Eppure realizzare quella foto non è così facile. Servono tecnica e attrezzatura come luci, riflettori, flash, software per effettuare la post produzione, etc. Analizziamo la secoda foto. Non ha un soggetto commerciale. La sua composizione potrebbe non rispettare alcune regole fondamentali, essendo stata scattata a mano libera anche le zone che dovrebbero essere perfettamente a fuoco sono un po’ mosse e l’orizzonte è leggermente inclinato. La foto è riproducibile in infinite copie in quanto si tratta di un file digitale. Eppure in questa immagine c’è un’idea, un concetto e una realizzazione che cerca di trasmetterle all’osservatore: un fiume di folla che cammina nel buio e una figura angelica che si staglia su di loro, reggendosi su di un filo, accendendo la luce con un tocco su di un palazzo e cercando di svegliare i dormienti nella folla. Un semplice gioco di prospettive che può aprire mille interpretazioni. Tuttavia anche qui non basta avere l’intuizione, l’idea e l’occhio, ma serve anche la padronanza della tecnica per realizzare complessi contrasti di fuoco e sfocato che possano esprimere il concetto principale.

Stando a quanto detto prima, per quanto chiunque possa riprodurre questa stessa idea, essa sarebbe stata comunque il frutto dell’ingegno e della prima realizzazione dell’autore e la fotografia sarebbe stata solo un mezzo attraverso cui imprimere questa idea in qualcosa che potesse raccontarlo ad altri. Supponendo per assurdo che il “lavoro” dell’autore fosse fare scatti come questo qui, allora forse qualcuno potrebbe definirla arte.

A questo punto credo che la mia opinione sia chiara: se uno ottiene 51230298123 like sulla sua foto su Facebook o fotografa Irina Shayk in passerella, questo non fa di lui un artista. Se Leonardo Da Vinci avesse avuto in mano una macchina fotografica, le sue foto sarebbero state arte.

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