Ispirazioni: Cucina, Fotografa… Mangia!

16/06/2014 Photography 1 Comment

Angel's MiniCakeQuante volte ho ripetuto che adoro fotografare il cibo perché così me lo godo due volte? E quante volte vi è capitato di sfogliare una rivista o un libro di ricette e sentire l’acquolino in bocca vedendo una foto di un piatto particolarmente appetitoso? Con questo articolo vorrei provare a “ispirare” chi ama la fotografia ma non riesce a praticarla quanto vorrebbe perché non sa che fotografare. Ebbene, può capitare di trovarsi a casa senza nulla da fare, o semplicemente con la voglia di fotografare qualcosa. Magari fuori piove o non avete voglia di uscire a fare due passi. Uno dei migliori modi per praticare e migliorare la propria conoscenza della luce, della tecnica e di molti altri aspetti della fotografia è sicuramente quello di farlo con gusto.

Provare a fotografare il cibo aiuta a rendersi conto di quanto possa essere difficile fare una foto che renda l’idea della gustosità di un piatto e di quali competenze tecniche servano per poter fare una foto da mettere in un ricettario (magari il proprio blog di cucina o da inviare a un concorso). Fotografare il cibo quando si è in casa richiede di tenere in considerazione almeno tre fattori fondamentali: la composizione, la giusta illuminazione e la pulizia.

Innanzi tutto è necessario studiare bene la composizione. Fotografare un piatto non è sempre facile perché prima dello scatto, il cibo deve essere anche ben disposto sul piatto. Cominciate col provare a tenere porzioni piccole e che cerchino di salire in verticale (piatti alti, non sparsi in orizzontale). Porre il cibo in modo che formi una “scultura” verso l’alto aiuterà a dare dinamicità e volume alla vostra composizione. Inoltre bisogna evitare le composizioni e le inquadrature banali e scontate. Fotografare il piatto dall’alto e per intero può dare buoni risultati solo se la composizione del cibo e l’illuminazione sono perfetti. Meglio invece dare un “tilt” alla fotocamera e inclinarla per dare una sensazione di movimento verso il piatto. Avvicinarsi il più possibile è poi fondamentale: il vostro soggetto è il cibo, non lo sfondo o il piatto. Bisogna cercare di comporre in modo che il focus sia sull’elemento che ritenete più importante del vostro piatto. Se per esempio fate un risotto col rosmarino o agli spinaci, potreste avere i chicchi molto uniformi e quindi poco interessanti: provate ad aggiungere un rametto crudo che ricordi l’ingrediente e mettete quello nel piano di messa a fuoco, lasciando i chicchi scemare lentamente davanti e dietro.

Il fatto che fotografare il cibo non sia facilissimo e, nel caso degli scatti “professionali”, richieda spesso obiettivi costosi (e.g. macro con apertura di almeno f/1.8 e diversi flash), non vuol dire che non ci si possa cimentare con ottimi scatti anche con una fotocamera “entry-level” o con uno smartphone. La luce naturale è infatti in grado di dare ottimi risultati se ben usata. La foto in questo articolo è stata scattata con una Nikon D5000 (quindi una entry-level) con obiettivo Nikon 35mm f/1.8 (abbastanza economico) e senza l’uso di alcun flash. Ovviamente conoscere la luce è saperla usare è una cosa che può richiedere tempo ed esperienza, tuttavia è proprio questo il bello di sperimentare. In questo caso, è stato possibile utilizzare la luce naturalmente diffusa di un cielo mattutino piuttosto nuvoloso (le nuvole fanno da ottimo diffusore per creare una luce morbida e molto soave). Questa fonte primaria di luce arriva da una finestra grande posta dietro il soggetto, in modo da creare l’ambiente e i riflessi sopra i muffin. Uno dei problemi principali di scattare dentro casa con la luce naturale è che, mentre il nostro occhio si abitua e riesce a farci percepire che la luce sia uniforme, per il sensore della fotocamera la cosa è molto diversa e paradossalmente molto più “realistica”. Ciò significa che la quantità di luce che colpisce il sensore è la stessa che colpisce la nostra retina, ma mentre il nostro cervello riuscirà a farci vedere con un buon dettaglio e gamma dinamica tutti i colori sia del cielo che del cibo che abbiamo davanti, questo non sarà possibile per la fotocamera che quindi rischierà di farvi avere una parte della foto (quella illuminata) troppo chiara e un’altra (quella in ombra, per esempio il fronte dei muffin) troppo scura. Come si può ovviare a questo problema senza ricorrere a costosi flash o altre luci? La risposta è sempre sperimentare… ma ecco alcuni suggerimenti: provate ad accendere le luci della stanza: anche se vi sembra che non ce ne sia bisogno e che il vostro occhio non noti la differenza, la cosa potrebbe cambiare drasticamente per la fotocamera.  Fate attenzione però, perché mischiare luce artificiale e luce naturale, può causare strane distorsioni nel colore e nella temperatura dell’immagine e un aspetto innaturale. Una soluzione più uniforme è quella di usare dei riflettori: prendere uno di quei vassoi dorati per i dolci e due pezzi di cartone rigido. Ricoprite uno dei due cartoni di carta alluminio e l’altro con dei fogli bianchi (e.g. quelli della stampante). A questo punto non vi resta che “giocare” con questi tre riflettori “home-made” per far rimbalzare la luce che arriva dalla finestra, direttamente davanti ai vostri muffin. Provate a vedere che tipo di ambiente si viene a creare con ciascuno, per esempio con il riflettore dorato vedrete i muffin assumere l’aspetto di dolci sfornati come dessert per la cena, alla luce di un romantico tramonto.

Dopo aver valutato composizione e luce, a questo punto non rimane che tenere in considerazione la pulizia. Questo è un aspetto spesso sottovalutato ma che risulta essere la chiave per l’appetitosità del vostro piatto. Avete mai notato che tutti gli Chef puliscono e decorano il piatto in maniera estremamente precisa? Lo fanno perché l’occhio è il primo elemento che attiva i sensori del gusto e questo avviene più velocemente se il cibo da una sensazione di pulizia e bellezza. Per la fotografia “casalinga” non è necessario produrre dei ghirigori stratosferici, ma rimane comunque fondamentale eliminare briciole, macchiette di salse e residui che possono distrarre l’attenzione dell’osservatore da quello che è il vostro soggetto. Chiaramente non dovete farlo in maniera ossessiva, ma almeno un po’ di cura di questo aspetto aiuterà la vostra foto a diventare oggetto di desiderio di molti buon gustai.

Un altro consiglio che posso dare è quello di iniziare a sperimentare con piatti che si possono mangiare freddi. Infatti, per riuscire a ottenere un buon risultato, si potrebbe dover spendere molto tempo prima di essere soddisfatti. Poiché il cibo non si spreca né si butta, a meno che non abbiate un cane “pattumiera” a cui potete dare gli spaghetti freddi, è meglio studiare e imparare con cibi freddi che si potranno consumare anche nei giorni a seguire.

Non sapete cucinare? Nessun problema. Quale migliore occasione di invitare qualcuno da voi per divertirvi insieme in questa attività creativa? Di sicuro troverete un amico che si vuole improvvisare Chef capace di produrre piatti dall’aspetto gustoso e artistico, no?

Infine il mio consiglio più grande è: fotografate il cibo che amate. Se vi fa venire l’acquolina in bocca, sarà più facile trovare il modo di farlo apparire ugualmente appetitoso anche per gli altri osservatori!

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