Il Tone Mapping non è HDR

Il primo post del 2015 è un mezzo sfogo per scrollare gli occhi da file e file di immagini ancora spinte sui filtri automatici e che tendono a demonizzare e creare ignoranza attorno alla utilissima tecnica dell’HDR. Ormai diversi anni orsono è partita una moda che consisteva nell’uso di filtri automatici, prima sul computer e poi sulle varie app, per realizzare fotografie con colori estremi e ultrasaturi con una profondità della gamma dinamica che rasentava l’inverosimile. Basta fare una piccolissima ricerchina su instagram per vedere ancora quante foto vengono taggate con il termine HDR. La frequenza con cui queste immagini spuntavano ha rapidamente fatto decadere interesse e creare un vero e proprio insieme di “haters” che si impegnano seriamente nell’insultare i praticanti del genere.

Giusto per fare un po’ di chiarezza: HDR non significa “fare quelle foto con i colori ultra saturi”. Si tratta infatti di due tecniche completamente differenti. L’HDR, ovvero High Dynamic Range, è una tecnica che serve per compensare il fatto che il sensore digitale non è in grado di riprodurre l’intera gamma dinamica delle intensità luminose che l’occhio umano è in grado di registrare contemporaneamente. Il sensore ha infatti la necessità di traslare la sua “capacità di vedere la luce” a seconda di quanta energia luminosa sia presente nella scena. Se si verificano situazioni di alto contrasto, per esempio osservando da una finestra in una stanza buia durante una bellissima giornata di sole, accadrà che il sensore non sarà in grado di riprodurre la scena che vediamo a occhio nudo.

Per risolvere questo problema, ciò che si fa è applicare, laddove possibile, questa tecnica che consiste nel fare più scatti con diverse esposizioni e metterli insieme prendendo le aree più scure (dette neri e ombre) dalle immagini che sono relative all’esposizione corretta delle zone in ombra e le aree più chiare dalle altre. Normalmente si effettuano 3 scatti in bracketing, uno con le impostazioni per ottenere una corretta esposizione su tutta la foto, una misurata per esporre correttamente la parte luminosa, per esempio il cielo, e una per esporre correttamente la zona in ombra, per esempio la parte interna della stanza. In realtà le immagini possono essere suddivisibili in 5 aree principali:

  • Bianchi
  • Luci
  • Esposizione
  • Ombre
  • Neri

Time Square in Tone MappingCiascuna di queste aree rappresenta un limite numerico all’interno del quale vanno a ricadere i pixel in base alla loro intensità luminosa. Pertanto il numero di foto per applicare la tecnica dell’HDR sarebbe 3, tuttavia con almeno 5 foto si potrebbe ottenere un risultato ancora migliore poiché si potrebbe esporre correttamente la foto per ciascuna di queste aree.

L’HDR permette quindi di ottenere fotografie realistiche (e quindi salve da quelli che sono i commenti degli haters) che rappresentino la scena correttamente e con una gamma dinamica sufficiente ad avvicinarsi a quello che l’occhio vede correttamente,

Tornando invece alle immagini che ogni tanto continuano a fare effetto, parliamo di Tone Mapping. Il tone mapping ha la caratteristica di alterare talmente tanto i colori e l’esposizione, spostando le varie aree citate sopra, da confondersi spesso con HDR. In diversi casi, in realtà, per poter recuperare maggiori informazioni di colore su cui lavorare, le due tecniche vengono affiancate. Il Tone Mapping consiste nel prendere interi gruppi di pixel suddivisi per colore e applicare delle trasformazioni che tendono a renderli molto più elettrici e saturi, dando l’effetto particolare che attira l’attenzione di molti. La tecnica viene anche affiancata con altre tecniche per incrementare i dettagli, dette in inglese di over-sharpening, che lavorano sulla chiarezza e sul contrasto o applicano delle vere e proprie maschere che identificano i contorni e vanno ad aumentare l’effetto di separazione dei colori tra una zona e l’altra.

Ormai tutti gli smartphone sono in grado di scattare foto in HDR e moltissimi programmi e app gratuite permettono di creare l’effetto di Tone Mapping. La semplicità con cui questo viene fatto rende le immagini alla portata di tutti, anche di chi non ha nulla da dire con una foto, rendendo di fatto poco interessante questo genere e saturo…. in tutti i sensi.

Spero che il 2015 porti un uso più pacato e ragionato del tag #HDR e dia più senso alle foto così taggate che vedo apparire nelle mie varie bacheche social 🙂

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