I Segreti della Luce (Artificiale)

Dopo avere scritto un manualetto generico, ho deciso di raccogliere un po’ di materiale specializzato sull’uso della luce artificiale. Eccone un estratto:

Ritratti

Il ritratto è uno dei generi che permette di apprendere moltissime cose sulla fotografia in generale. Infatti, per ottenere buoni risultati bisogna conoscere le tecnologie utilizzate per creare luce e per modellarla, bisogna avere occhio critico e saper creare composizioni interessanti mettendo in relazione se stessi con il soggetto e il contesto. Un ritratto fatto bene porta sempre la firma dello stile di un fotografo e non è mai uguale a quello di un altro fotografo.

La cosa più importante nella fotografia di ritratto è imparare a conoscere come la luce modifichi la percezione del corpo umano, specialmente del viso, accentuando o attenuando difetti e rendendo più o meno intrigante o allegra l’espressione di una persona. Esistono vari modi per illuminare il soggetto, ma alcuni sono dei classici intramontabili e rappresentano la base per ogni fotografo che voglia imparare a usare correttamente il flash e realizzare dei ritratti di qualità.

L’importanza dei riflessi negli occhi

In questo brevissimo capitolo, voglio condividere un esercizio che faccio fare alle modelle per le quali scatto dei ritratti. Nelle foto che ritraggono il volto, gli occhi giocano un ruolo chiave ed è dunque importante fare in modo che siano quanto più espressivi possibile.

Le problematiche legate allo sguardo sono spesso quelle dell’espressione che può essere poco controllabile se si ha una situazione di forte luminosità. In questi casi, quello che faccio è chiedere alla modella di focalizzare lo sguardo nel punto in cui deve osservare nello scatto finale, le faccio chiudere gli occhi e rilassare fronte e zigomi, e le chiedo di aprire gli occhi un istante prima dello scatto. In questo modo evito l’effetto “sguardo corrucciato”. Questo è particolarmente utile se si scatta in orari in cui il sole è molto alto, in zone dove c’è molta luce diffusa o nelle ore in cui il sole è basso e si hanno diversi riflessi sulla modella (per esempio a causa dell’uso di un riflettore).

Un’altra cosa fondamentale è l’uso delle “catch ligths“, cioè le lucine bianche che si vedono sulla parte nera dell’occhio. Quando si usa il flash, c’è sempre il rischio che l’iride si chiuda, non lasciando molto spazio a questo effetto fondamentale nel ritratto. Ancora una volta, far chiudere gli occhi alla modella per qualche secondo può aiutare a far dilatare la pupilla e ad avere dunque più spazio per giocare con i riflessi sugli occhi.

Infine si può avere il problema opposto, cioè evitare che l’iride si dilati troppo, facendo perdere importanza al profondo colore degli occhi del soggetto. In tal caso uso un piccolo lampo di flash immediatamente prima della foto effettiva. Il principio è lo stesso che si usa per evitare l’effetto occhi rossi. Il primo lampo, infatti, darà un forte stimolo all’occhio, facendo chiudere la pupilla e dunque massimizzando l’estensione dell’iride che rivelerà dunque tutto il suo colore.

Creare luce naturale

Quando si parla di ritratti, spesso viene considerato normale la creazione di luce naturale, cioè non far vedere che c’è il flash. In realtà i migliori fotografi di ritratto e artisti, fanno un uso smodato di tecniche di illuminazione col flash che poco vogliono nascondere la sua presenza. Di sicuro il primo passo fondamentale per imparare a usare un flash è quello di imitare la luce naturale, ma successivamente sarà ancora più importante imparare a creare situazioni di luce interessanti che non siano naturali.

Il miglior modo per creare luce naturale è ricostruire la luce che vorremmo avere se ci fosse il sole. Per esempio, se voglio effettuare un ritratto di una persona affacciata a una finestra, avrò probabilmente bisogno di un softbox rettangolare che sia posto alla distanza giusta dal soggetto, in modo da creare il giusto angolo di incidenza tra la lampada del flash e il volto del soggetto. Allo stesso modo si può applicare lo stesso concetto scalando fino ad arrivare all’uso di accessori atti a simulare situazioni più complesse, per esempio usare un centrino ricamato per creare l’effetto dell’ombra di una tenda sul corpo del soggetto.

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