Happy New Year: PhotoExposed

Come prima foto e primo articolo del 2016 non potevo non fare una lunga esposizione un po’ particolare e spiegare passo passo come realizzarla.

Il mio soggetto è una candela di scintille, di quelle tipiche di queste feste. Non volevo fotografarla solamente fermando l’istante, come nella sequenza di foto qui sotto, ma volevo raccontare l’intero percorso della fiamma che scende lungo quel bastoncino.

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Per realizzare una foto del genere, si potrebbe usare la modalità bulb con un’apertura del diaframma abbastanza bassa da permettere al sensore di raccogliere la luce per tutto il tempo necessario. Il problema in questo caso sarebbe che non avrei nessuna scintilla definita per via della continua esposizione e la luce prodotta dalla candela illuminerebbe troppo l’ambiente circostante, rovinando il buio che esalta le scintille. Come fare dunque per ottenere una lunga scintilla “congelata” nel tempo?

La soluzione si chiama stacking. Per questa tecnica servono:

  • Una fotocamera con capacità di scattare molte foto al secondo e in maniera continua
  • Un telecomando
  • Un treppiedi
  • Una “sparkling candle”
  • Possibilmente… un clima favorevole (da me c’era talmente tanta umidità che ho impiegato più tempo ad accenderla che a scrivere il post e fare la foto)

La prima cosa da fare è preparare la composizione: bisogna mettersi in un angolo buio in modo che le scintille provochino meno ombre e riflessi possibili. Usando un soggetto temporaneo è quindi necessario mettere a fuoco alla distanza a cui si troverà la candela, quindi spostare l’obiettivo su messa a fuoco manuale. A questo punto si devono impostare i parametri di esposizione facendo in modo di avere la sensibilità al minimo possibile (la mia era a 100), il tempo di esposizione non superiore a 1/100 di secondo e l’apertura necessaria affinché le scintille (che sono molto brillanti) si vedano (io ho usato f/4, ma sarei potuto andare più in basso). Uno scatto in queste condizioni e a candela spenta dovrebbe risultare in uno schermo completamente nero.

Una volta accesa la candela, non resta che scattare foto a ripetizione finché non abbia finito di scintillare. Il risultato sarà un insieme di foto di tanti istanti “congelati”.

Queste foto potranno quindi essere caricate su un’applicazione di sviluppo (e.g. Adobe Lightroom) per essere elaborate in modo da ottenere lo stesso risultato per tutte le foto (e con poco sforzo). Una volta generati i file jpeg, basterà usare un programma capace di usare il metodo statistico per ottenere rapidamente il risultato finale. Io ho usato Adobe Photoshop ma anche Gimp e altri free software hanno questa funzionalità. In Photoshop basta aprire il menu e andare alla voce “script” e subito dopo scegliere “statistiche”. Dalla schermata si potrà scegliere il set di foto da usare e il metodo statistico. Io ho usato il metodo “massimo”, cioè per ogni punto dell’immagine composta dai miei 15 livelli sovrapposti viene selezionato quello più luminoso. In questo modo, lo sfondo rimane quanto più scuro possibile, mentre la parte della “storia” della scintilla risulta completa dall’inizio alla fine e con tante scintille congelate a mezzaria.

Buona luce anche nel 2016!

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