Foto come nelle pubblicità in low budget? Ci pensa il LightPainting

Quante volte hai visto i cartelloni pubblicitari e ti sei meravigliato di fronte alla qualità tecnica della foto, immaginando che ci voglia chissà quale attrezzatura e quale bravura. Ok, qualche volta si vedono veramente degli obbrobri indicibili tra scatto e post produzione (evidentemente non a tutti i brand piace spendere il giusto in comunicazione fotografica).

In questo post voglio dimostrare che in realtà realizzare una foto che ricordi una pubblicità è più semplice ed economico di quel che sembra (ci tengo a sottolineare che la Moretti non ha sponsorizzato questo post… semplicemente apprezzo alcune delle loro birre e mi trovavo questa bottiglia per casa).

Comincio col dire che la cosa più importante di tutte è la conoscenza della luce. Per poter realizzare uno scatto è infatti fondamentale sapere come reagirà il soggetto e la scena alla luce che verrà utilizzata. L’attrezzatura conta solo nel momento in cui il mezzo in cui la foto verrà visualizzata richieda una particolare dimensione e definizione.

Prendiamo per esempio una campagna di marketing digitale. Al giorno d’oggi, la risoluzione più alta che si trova in giro è quella denominata 4k ma la maggior parte dei computer e smartphone in giro per il mondo sono ancora attorno al full hd. Ora, una fotocamera del 2009, la Nikon D5000 con cui ho scattato questa foto, ha 12 megapixel, che in termini digitali significano ben più di 4k. Dunque se ho la possibilità di controllare la luce che colpirà il sensore, producendola della migliore qualità disponibile, non avrò bisogno che di una fotocamera che potrebbe costare meno di 200 euro.

Questo mi riporta alla prima considerazione e mi conduce alla prossima domanda: qual è la luce migliore? Quando si usa il light painting, si ha tutto il tempo per esporre la scena al meglio, quindi ci si può sbizzarrire con il “mood” che si vuole trasmettere. Io, avendo tra le mani una birra vuota, ho voluto raccontare la storia di un fotografo che vuole realizzare una foto ma che non riesce a resistere e la beve prima di averla fotografata. Come possiamo vedere è il messaggio, la storia, che conta, non l’attrezzatura. Per narrare questa scena ho deciso di tenere i toni caldi del rosso che ricordano il colore ambrato della birra, uno sfondo ragionevolmente scuro e un’illuminazione classica del vetro sui due lati.

Per ottenere l’effetto forte e contrastato, ho usato lo schermo di uno smartphone che è più grande di una torcia, strumento tipico del light painting. Per illuminare lo sfondo, ho fatto in modo che sullo schermo dello smartphone fosse visualizzata un’immagine rossa e l’ho posizionato per pochi secondi sotto il tavolo, lasciando che un bagliore leggero creasse il gradiente di sfondo. Poi ho rapidamente cambiato immagine, passando a una totalmente bianca, con la quale ho illuminato per lo stesso tempo entrambi i lati della bottiglia, facendo attenzione che la luce arrivasse leggermente da dietro e che il movimento fosse deciso e rapido in senso verticale, in modo da creare il riflesso biancastro che da contrasto e risalta le goccioline d’acqua.

Da notare che per far passare l’idea che la birra fosse gelata (e dunque lo fosse ancora anche la bottiglia), l’ho spruzzata con acqua usando un semplice nebulizzatore (quelli che si usano quando si stira o per bagnare le foglie delle piantine).

Quindi, per ricapitolare, ho usato la seguente attrezzatura: Nikon D5000 con Nikkor 35mm f/1.8 (ma va bene qualsiasi fotocamera con controlli manuali), treppiedi (opzionale, basta che la fotocamera sia ferma e stabile), smartphone da usare come unica luce per la scena. I passi da seguire sono i soliti: comporre la scena, mettere a fuoco e bloccare la messa a fuoco su manuale, spegnere tutte le luci e fare uno scatto di prova (risultato: immagine completamente nera), scattare e dipingere la scena in 30 secondi.

Buona luce!

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