Flash: la legge dell’inverso del quadrato

Quando si inizia a utilizzare il flash, soprattutto quando lo si pone lontano dalla fotocamera, si cominciano ad avere i primi “problemi” nell’ottenere il risultato desiderato. Alle volte lo sfondo è troppo illuminato, altre volte è troppo scuro, alcune volte ancora, fotografando gruppi, ci si rende conto che quelli in prima fila brillano come diamanti e quelli immediatamente dopo sono invece in ombra.

Tutti questi fattori sono più semplici da controllare quando si conosce il comportamento fisico della luce. La legge matematica che descrive questo comportamento si chiama “inverso del quadrato”. In realtà, in fisica, questa definizione indica qualunque tipo di equazione che affermi che una specifica grandezza è in inversamente proporzionale in modulo, rispetto al quadrato della distanza dalla sorgente della stessa grandezza…. ok, forse detto così suona un po’ complicato, ma in realtà è più semplice di quanto si pensi.

In inglese, la riduzione della luce si chiama “falloff“, termine tecnico spesso usato anche in altre lingue. La riduzione della luce consiste nella differenza di luce tra due oggetti ritratti (colpiti da una sorgente come un flash). Capendo come funziona il falloff in base alla legge dell’inverso del quadrato per la luce, è possibile controllare la scena e il posizionamento dei flash sulla base di quanto si vuole ottenere.

Nel posizionare un flash, viene naturale pensare che quanto più vicina sia la sorgente luminosa al soggetto, tanto più intensa sarà la luce che lo colpisce. Questo è verissimo ed è molto intuitivo, tuttavia il più comune errore che si possa fare è quello di pensare che se raddoppio la distanza tra il soggetto e la sorgente luminosa, avrò dimezzato anche l’intensità della luce. In realtà, poiché la proporzionalità inversa è con il quadrato della distanza, significa che ogni volta che si raddoppia la distanza, l’intensità luminosa sarà pari a 1/4 di quella precedente.

Prima di parlare di numeri, vediamo quali sono le implicazioni più immediate:

  • Quanto più è vicina la luce al soggetto, quanto maggiore sarà l’effetto di falloff, e quindi la differenza di intensità luminosa tra il soggetto principale e ciò che gli sta dietro. Pertanto se si vorrà creare un effetto drammatico in cui lo sfondo diventi particolarmente scuro, basterà applicare questa legge e avvicinare soggetto e sorgente luminosa, per rendere tutto ciò che c’è dietro, molto più scuro.
  • Quanto più ci si allontana dalla sorgente luminosa, quanto meno si noterà la differenza poiché il falloff finale diventerà sempre più (proporzionalmente) piccolo. Pertanto se si vorranno fotografare soggetti a distanze differenti e mantenere un’esposizione corretta per entrambi, sarà necessario allontanarli dalla sorgente luminosa.

Gli schemi seguenti danno una maggiore chiarezza del concetto e mettono dei numeri che dovrebbero chiarire come calcolare gli stop di luce da aggiungere o togliere per ottenere l’effetto desiderato.

Quadrato inverso

Come si può apprezzare dall’immagine, se il soggetto è posto vicino alla sorgente luminosa, a parità di intensità si  dovrà esporre con un certo insieme di valori per il triangolo dell’esposizione. In tal caso, ciò che accadrà sarà che lo sfondo sarà scuro e la differenza tra i due soggetti sarà più accentuata, come mostra anche la prima foto in basso. Nel secondo caso, quello della foto in cima al post dove il terzo personaggio è correttamente esposto, a parità di intensità luminosa, cambieranno anche i parametri di esposizione e la differenza tra i due soggetti sarà praticamente impercettibile, illuminando anche lo sfondo in maniera abbastanza visibile, come mostrato nella seconda foto in basso.

Contrasto

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Una volta appreso come controllare il falloff delle sorgenti luminose, sarà molto più facile costruire la scena a partire dalle luci e, di conseguenza, imparare a usare anche più sorgenti luminose per ottenere gli effetti desiderati.

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