Ecco perché l’iPhone (o qualunque smartphone) non potrà superare la qualità di una reflex

Ogni anno esce il nuovo modello di iPhone, o di Samsung Galaxy S qualcosa, e viene annunciata una fotocamera sempre migliore, dalle prestazioni incredibili, addirittura superiori a quelle di una reflex. I produttori di smartphone puntano tantissimo sulla fotocamera perché rappresenta uno dei punti fondamentali di valutazione da parte di utenti sempre più esigenti in termini di qualità.

Da un punto di vista di marketing non c’è nulla di anormale nel fatto che giornali, blog e gli stessi produttori presentino la loro nuova fotocamera come “the next big thing” che cambierà il modo di fare fotografie e avrà la qualità di una reflex. In realtà io trovo questo tipo di affermazione molto poco probabile e il perché sta in un semplice fatto: la dimensione.

Infatti, il sensore della fotocamera è uno di quei dispositivi in cui è piuttosto probabile che se si ha più spazio, allora si può catturare meglio la luce e la si può memorizzare con maggiore qualità e definizione.

Quello che secondo me si può considerare vero è che gli smartphone di oggi hanno una qualità elevatissima, tanto da poter essere usati anche per scopi professionali quali il fotogiornalismo e riescono ad avere una risoluzione teorica, una risoluzione effettivamente percepita e una qualità più elevata delle reflex entry level di qualche anno fa, tuttavia sono lontanissimi dalla qualità anche della più economica reflex appena uscita.

La motivazione è molto semplice. Supponiamo per assurdo che si riesca a studiare una tecnologia di miniaturizzazione del vetro e del sensore tali per cui si riesca a ottenere un super sensore dalle prestazioni di una Nikon D810 nello spazio di uno smartphone come l’iPhone, il quale, per forza di cose, sarà sempre attorno ai 5-6 pollici di diagonale dello schermo e sottile non più di mezzo centimetro. Ciò significa che la stessa tecnologia sarebbe applicabile nello spazio di un sensore di una reflex, replicando N sensori più piccoli e componendo quindi un’immagine infinitamente più grande e dettagliata che sfrutti la stessa tecnologia.

Insomma, esempi estremi a parte, lo spazio dedicato al vetro e al sensore rimane ancora (e lo rimarrà ancora per tanto) un elemento più che fondamentale nella resa qualitativa dell’immagine e nel modo in cui un dispositivo elettronico cattura la luce, pertanto, quando sentite la frase “questo smartphone promette foto migliori di una reflex”, ricordatevi che si tratta di uno solo dei due casi: o è una stupidaggine o è una ovvietà priva di alcun valore.

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