Come fotografare i bambini e perché non pubblicare le loro foto

Mi è capitato spesso di sentire persone commentare che “con quella macchina fotografica, le foto vengono sicuramente bene”. Sicuramente una fotocamera all’ultimo grido e con i migliori sensori può aiutare ad avere l’esposizione perfetta e i soggetti perfettamente a fuoco (in alcuni casi, ormai, anche modificabili a posteriori). Tuttavia ancora oggi rimane abbastanza vero che la fotocamera è solo un mezzo ed è necessario saperla usare. Infatti la fotografia non è fatta del solo click. Fotografare i bambini è uno di quegli esempi con cui è facile dimostrare a un genitore come sia diverso, anche a parità di attrezzatura, il risultato che può ottenere un fotografo rispetto a quello di una persona che si limita a usare una fotocamera.

Innanzi tutto è importante capire come gestire gli spazi, che distanza mantenere e che accessori portare con sé. I bambini infatti spesso non si mettono in posa (come i miei, per esempio) ed è necessario catturare i momenti giusti che devono essere saggiamente indotti e non possono essere facilmente costruiti. Fotografare un bambino è un compito difficile, non solo perché i soggetti sono poco collaborativi, ma perché oltre a doverli gestire in maniera naturale è anche importante cogliere qualcosa che sia un ricordo e non solo un momento in posa. Insomma, come sempre, la foto deve comunicare.

Nell’esempio in alto, ho ripreso la prima uscita “da soli” in bicicletta al parco e, seppur di spalle, la foto racconta proprio del momento in cui li ho “lasciati andare”. Mi piacerebbe cogliere l’occasione per sfidare chiunque pensi che fotografare sia solo un click a realizzare uno scatto dello stesso livello. Per realizzare una foto del genere non basta conoscere le regole base dell’inquadratura, ma anche avere una buona padronanza della luce e comprensione di come rende la luce del sole a una certa ora. Inoltre, anche se non si vede, è stato utilizzato un flash per bilanciare il contrasto che, altrimenti, avrebbe reso la foto molto meno bella. Ciò è dovuto al fatto che ho scattato controluce proprio per creare l’effetto “libro delle favole” che cambia radicalmente il modo in cui una foto venga percepita. Anche la lunghezza focale è stata scelta appositamente per mantenere una distanza che non influenzasse i bambini e mi permettesse di chiudere il cono visivo abbastanza da focalizzare l’attenzione sui bambini. Inoltre, i 200mm abbinati a un’apertura di f/2.8, mi hanno permesso di ottenere uno sfondo estremamente “cremoso” che incornicia il bambino più vicino. Insomma, questo dovrebbe essere sufficiente a capire che realizzare uno scatto “bello” non è questione di fortuna (anche se ovviamente può capitare) e richiede una certa preparazione.

Il secondo argomento dell’articolo è proprio la pubblicazione di queste foto. Non a caso, infatti, ho aggiunto una foto di spalle in un contesto che è abbastanza generico. Infatti io sconsiglio sempre di pubblicare sul web le foto dei bambini, sia propri che degli altri. Esistono vari motivi: sicurezza, privacy, intimità dello scatto e così via. Ma sopra questi, sicuramente il rispetto di quelle che potrebbero essere, un giorno, le volontà del bambino che ora non può opporsi ma che tra qualche anno potrebbe desiderare di non essere “noto” nel web e che, una volta diffuse le foto, non potrà più esserlo.

Insomma, per riassumere, imparate qualche trucchetto per fotografare i vostri figli e stampate quelle foto per tenerle nell’album di famiglia, non di certo sui social network o peggio su pagine pubbliche nel web. A proposito di trucchi, eccone qualcuno:

  • L’orario perfetto è la “golden hour” (ora dorata), cioè poco prima del tramonto, quando il sole crea ombre lunghe e profonde e il suo colore diventa giallastro. Quest’orario è il migliore per ottenere l’effetto da “storia delle fiabe”.
  • Prediligi le giornate soleggiate ma che abbiano qualche nuvoletta. Infatti, sebbene l’occhio non riesca a percepire l’intensità della luce, qualche piccola nuvoletta agirà da diffusore ammorbidendo le ombre e aumentando ancora l’effetto fiabesco.
  • Trova degli spazi ampi ma controllabili e usa una lunghezza focale che ti permetta di tenerti a distanza di sicurezza dai bambini ma abbastanza lontano da non influire troppo sui loro comportamenti. Non andare solo perché inseguire un bambino a 10 metri di distanza con una fotocamera in mano può non essere semplice.
  • Porta giochi e oggetti che possono, all’occorrenza, attirare l’attenzione o far stare il bambino in un punto specifico, per esempio le bolle di sapone (di solito funzionano alla grande).
  • Invita sempre i bambini a fare qualcosa, non catturarli in posa statica. Porgigli un fiore da soffiare, un gioco con cui interagire o semplicemente cattura delle foto mentre gioca al suo sport preferito.
  • Porta con te cambi e occorrente per lavare il bambino. Specie se vai in un parco all’aperto, potrebbe essere utile una salvietta per evitare che nelle foto vengano sempre delle mani annerite o una guancia sporca.
  • Scatta sempre controluce. Infatti, difficilmente i bambini faranno espressioni carine avendo il sole in faccia, inoltre l’effetto fiabesco viene massimizzato proprio dall’aura che gli si crea attorno grazie alla luce che proviene da dietro.
  • Usa un flash di riempimento. La potenza deve essere minima, giusto per bilanciare appena il fatto di scattare in controluce. Bisogna fare attenzione perché il flash emette una luce molto fredda che potrebbe contrastare e stonare con quella del sole all’ora del tramonto. In quel caso può essere utile usare il gel o comunque la copertura arancione usata proprio per scaldare la luce del flash e bilanciare. In ogni caso, il lampo deve essere proprio impercettibile.
  • Cattura momenti che narrino una storia e che diano un messaggio. Conserva le foto e stampale in modo che quella foto diventi speciale e non sia solo una delle mille foto che avrai fatto dei tuoi figli.

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