15 minuti d’arte? Dietro c’è molto di più. Fotografare Baby K e tante altre emozioni.

Lo so, sono stato silente per molto tempo. Gli impegni lavorativi e familiari mi hanno tenuto lontano dal blog, ma non dalla fotografia. Con questo articolo vorrei tornare alla grande su un tema di sicuro interesse: musica e fotografia, connubio di arte e magia.

Dietro le quinte del blog, ho continuato a scattare tanto e soprattutto a collaborare con Ivan Spinella, per cui ho speso tante parole che mai saranno abbastanza per raccontare quanto mi abbia dato in termini artistici. Questa collaborazione mi ha portato prima sul palco del Pride di Milano, come fotografo del team Baby K, e poi al concerto di apertura di IconaLive, il suo tour.

Che dire? Tantissime emozioni che vorrei raccontare in questo articolo che sarà un po’ più lungo del solito e che vorrei suddividere in 3 parti:

  • Riflessioni personali
  • Osservazioni sull’aspetto artistico e professionale
  • Suggerimenti per fotografi (in fondo è sempre un blog di fotografia)

Da un punto di vista personale, devo dire che apprezzo sempre di più Baby K, artista capace di andare dal Rap al Reggaeton, passando per Pop e Rock. Devo ammettere che non la conosco da tantissimo, giusto un paio di anni, ma dopo aver sentito alcuni pezzi, sono corso ad ascoltare l’intera discografia su spotify, apprezzando in particolare pezzi come Femmina Alfa e Primo Round. Il fatto che sia un’italiana nata a Singapore, cresciuta a Londra e viva a Roma me l’ha resa molto simpatica a prima impressione, date le mie origini miste Cino-Italo-Panamensi.

Ciò che però mi ha colpito di lei è il percorso artistico che ha fatto. Ha scelto una delle strade forse più difficili per emergere, quella del Rap, genere che già di suo è sempre stato associato al rap nero maschio (basti pensare a Eminem e alla suo white rap). Baby K si è costruita da sola, autoproducendo buona parte di quello che l’ha portata al successo. Chi mi conosce sa quanto io dia valore alla capacità delle persone ci costruirsi e dare forma alla propria vita, ai propri sogni e al proprio presente e futuro. Questo è un aspetto di lei che mi porta a darle un rispetto che non meritano tutti.

Dopo essere stato un paio di volte nel backstage e averla osservata da vicino, devo dire che questa determinazione e questa forza emergono prepotentemente nel suo modo di fare, nella sua estrema professionalità e capacità di tenere il palco e lo show (e qui vengo al secondo punto).

La riflessione che mi ha portato a fare questa esperienza, riguarda qualcosa che gli artisti conoscono bene ma che il pubblico spesso ignora o fatica a vedere:

Per ogni minuto di arte che viene proposto, dietro ci sono giorni di preparazione, mesi di lavoro e anni di studio e fatica.

In tanti si concentrano su quei 3 minuti, mentre il cantante propone il suo pezzo, a quella mezzora in cui un ballerino propone la sua performance, o a quella foto che dura pochi istanti su un blog o su un social.

Dietro a ciascuno di questi lavori, c’è un mondo che è ciò che l’artista costruisce e vive, in un flow che mescola felicità e passione con sacrifici e tanto impegno. Lo spettacolo, lo show, l’immagine finale, altro non è che il culmine: il regalo che l’artista fa al suo pubblico, all’interno del quale riversa tutto se stesso, trasformando chi lo riceve.

E non finisce qui, perché ci sono artisti che spesso sono ancora meno visibili al grande pubblico: stilisti che curano l’outfit, manager che lavorano giorno e notte per spianare la strada all’artista o coreografi come Ivan Spinella che curano ogni dettaglio in maniera maniacale. Se vuoi cogliere il significato delle mie parole, basta guardare l’energia e il legame che percepisci in maniera tangibile tra una ballerina sul palco e lui in piedi lì davanti, mentre 3 chilometri di folla urlano e cantano insieme a loro.

Insomma, sono grato per questa esperienza di essere stato il fotografo sul palco per un’artista come Baby K. Tante emozioni tutte insieme. Mi sento solo di dire grazie a chi mi ha voluto lì a poter contribuire a tutto questo.

Per chiudere questo articolo anche con qualche suggerimento per i fotografi (lo so che venite qui per questo, ma dopo tanto tempo avevo voglia di raccontarvi qualcosa di me), vorrei parlare di come gestire al meglio un concerto all’aperto.

Spesso infatti, fotografi impreparati affrontano alcune difficoltà che possono rendergli la vita difficile o addirittura farli desistere. Ecco un elenco di cose che è bene ricordare se si vuole ottenere un risultato di qualità, durante un concerto di questo tipo:

  • Fai un giro del posto con largo anticipo. Quando ci sarà folla potresti non poter più raggiungere i posti che ti interessano. Anche se sei un fotografo con VIP pass e giri liberamente per le quinte, non è detto che spostarsi da un lato all’altro o andare sotto al palco sia così semplice. Ci saranno cavi, casse, materiali e tanta, tantissima gente. Dunque, è bene conoscere bene il posto e sapere come muoversi. Inoltre è importante chiedere agli organizzatori, quali siano le zone off-limits e quale sia la scaletta, in modo da potersi gestire al meglio.
  • Porta lo stretto indispensabile. Probabilmente non ci sarà tanto spazio per muoversi e magari non avrai neppure un posto dove lasciare uno zaino in sicurezza. Ci sarà tanta gente e potresti anche doverti muovere in mezzo alla folla. Meno roba hai, più sarà facile raggiungere la posizione corretta.
  • Compra dei tappi per le orecchie e delle cuffie isolanti. Potresti trovarti proprio davanti a una barriera di casse che sparano dei bassi capaci di far ballare 3 chilometri di folla. Tra l’altro, fai molta attenzione, soprattutto durante le prove, a passare vicino alle casse, perché potrebbero essere impostate male e causare forti rumori improvvisi che ti faranno poco bene.
  • Segui il ritmo. Gli artisti della musica si esprimono attraverso di esso, quindi le migliori foto saranno quelle in cui troverai l’unione di luce, movimento ed espressione che rappresenteranno le emozioni sia della star che del pubblico.
  • Procurati lenti di qualità sia per il grandangolo che per il teleobiettivo, poiché vorrai certamente prendere l’interezza del palco e dello show, ma anche scattare alcuni dettagli. 2 corpi macchina sono l’ideale, purché ti trovi a tuo agio con i movimenti. Viceversa, usa delle cinture porta obiettivo. Gli zoom vanno bene, purché siano quelli a corta escursione e ad alta qualità e luminosità come i 24-70 o i 70-200 a f/2.8.
  • Tieni a portata di mano un flash a testa mobile (magari anche montato sulla fotocamera). Difficilmente ti servirà, ma nel caso di momenti non programmati, come un backstage improvvisato, in totale assenza di luce ti salverà lo scatto.
  • Mangia leggero e fai un po’ di stretching perché ti troverai in posizioni e situazioni improbabili, dove avere un po’ di agilità ti aiuterà a evitare disastri.
  • Ultimo, ma forse più importante, goditi lo spettacolo perché solo se apprezzerai veramente l’artista, le tue foto sapranno raccontare quello che succede sul palco.

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