10 motivi per cui uno smartphone aiuta in fotografia

Smartphone cameraSpesso si parla degli smartphone come i “killer delle compatte” e alcuni riescono a sostenere che siano addirittura migliori di una reflex. Assurdità e banalità a parte, l’uso di uno smartphone non è affatto da sottovalutare per migliorare nel mondo della fotografia. Ecco dieci ragioni a sostegno di questa tesi:

  1. Non importa dove sei, lui è sempre con te: mentre una fotocamera potrebbe non essere sempre al tuo fianco (anche se io consiglio che lo sia sempre), il telefono è quasi sempre con te, e non solo quando esci, ma anche in giro per casa o nei posti più improbabili. Questo significa che se si ha voglia di fotografare qualcosa, semplicemente basta tirare fuori lo smartphone e scattare
  2. La maggior parte degli smartphone ha una lente a focale fissa: sebbene siano dotati di uno zoom digitale, questo non è ottico, pertanto è come se non esistesse. Stabilita l’inutilità dello zoom digitale, il fatto che uno smartphone non abbia uno zoom ottico (nella stragrande maggioranza dei casi), significa che quando si va in giro a fare foto con uno smartphone, si è costretti a muoversi per ottenere la composizione e la prospettiva desiderata e non si è tentati dal girare una ghiera per fare zoom-in e zoom-out
  3. Uno smartphone è sempre connesso: potrà sembrare banale, ma una delle principali motivazioni che spingono le persone a fare fotografie è la smania di condivisione. Usarla con moderazione può aiutare ad avere ispirazione e quindi a trovare idee su cosa fotografarlo e come
  4. Uno smartphone è sempre connesso (bis): non sto ripetendo il punto precedente. Il fatto che uno smartphone sia sempre connesso permette di avere sempre sott’occhio il flow di 500px, le gallerie di flickr, gli scatti d’autore su instagram o sulle community di Canon e Nikon, etc. Guardare le foto degli altri ed entrare in queste community farà si che ci si imbatta in critiche (costruttive e non) e in foto meravigliose di grandi autori che condivicono i loro lavori sui social network (e.g. MagnumPhotos, National Geographic, etc) che si tenterà di imitare.
  5. Le app hanno dei filtri automatici sempre molto elaborati: scattare una foto e poi elaborarla con Snapseed o Instagram, farà ottenere delle immagini spesso esagerate o poco professionali, ma sicuramente di grande effetto per il pubblico della rete. Un appassionato di fotografia può cercare di studiare l’origine e la tecnica di questi filtri automatici, per comprendere il perché diano risultati interessanti e come si faccia per ottenerli in una vera post-produzione.
  6. Sono molto maneggevoli: la fotocamera di uno smartphone è molto più piccola di quella di una fotocamera e spesso il dispositivo è molto maneggevole. Inoltre la lente è di tipo grandangolare (alcune volte anche molto spinto) pertanto si riescono a studiare e ottenere prospettive che difficilmente si proverebbero con una fotocamera più pesante.
  7. La distanza di messa a fuoco è piccolissima: pertanto si riescono a fare delle fotografie molto simili a delle macro (anche se ne siamo ben lontani), e si riesce a studiare molto bene l’effetto della distanza dal soggetto sulla profondità di campo, la prospettiva e così via.
  8. Gli accessori rendono uno smartphone un valido sostituto per attrezzatura costosa: basta acquistare un piccolo cavo per pochi soldi e scaricare qualche app, e lo smartphone può diventare un trigger remoto per una reflex, rendendo “facile” realizzare timelapse, hyperlapse, stacking e così via. La fotocamera può, per esempio, essere usata per fare calcoli di base di esposizione, sostituendo in parte il ruolo dell’esposimetro esterno.
  9. La qualità relativamente “bassa” aiuta a comprendere i limiti tecnici delle varie tipologie di fotocamera: non che gli smartphone abbiano qualità scadenti, anzi ormai ne esistono con fotocamere di tutto rispetto. Molti hanno tanti megapixel che, se usati in condizioni ottimali, possono creare anche dei poster di ottima qualità. Tuttavia, l’utilizzo in situazioni “estreme” o semplicemente “diverse” fanno comprendere i limiti e la differenza tra uno smartphone e tra i vari tipi e livelli di professionalità dell’attrezzatura. Banalmente basta pensare a una foto con flash “off-camera” cioè separato dalla fotocamera che permette di ottenere ritratti molto più naturali e professionali. Da queste semplici cose alla fotografia notturna, usare uno smartphone è utile per capire il vero valore di certa attrezzatura.
  10. Possono essere usati per tenere un foto-diario: se si considera che la fotocamera è solo un mezzo, uno smartphone può essere uno strumento perfetto per tenere a portata di mano il proprio portfolio e il proprio foto-diario delle migliori foto scattate proprio con lo smartphone, in modo da analizzare la propria storia e la propria evoluzione, guardandosi indietro nel passato e riconoscendo i propri errori da cui imparare.
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